Scarlet Nexus (e come il Giappone mi ha rotto le scatole).

Oh No! L’altra volta ho parlato di Persona 3 FES, e guarda caso stavolta parlo di un JRPG, che argomento nuovo e innovativo! Ma almeno non si parla di un’altro Persona, siamo stanchi di argomenti pesanti no? Quindi parliamo in modo critico e forse anche “stufo” di un decentemente recente JRPG Hack ‘n Slash firmato Bandai Namco…

…ma non sono felicissimo.

Penso che voi lettori conosciate già Bandai Namco, coloro che hanno portato al mondo malattie veneree come Dark Souls, dotHack e tanti altri capolavori (e portatori di bestemmie, lacrime e urla), ecco, nel lontano-non-lontanissimo 2021 Bamco (abbreviazione) rilascia Scarlet Nexus, ma non sono felicissimo, bello neh, ma parliamone nel dettaglio.

Scarlet Nexus: cos’è e di che parla?

Penso abbiate imparato dal sottoscritto cos’è un JRPG, no? È un Japanese Role-Playing Game – roba che piace a me ecco – ma Scarlet Nexus ha una peculiarità: copia un po’ altri JRPG. La trama è… qualcosa, però in breve:

Scarlet Nexus è un gioco di ruolo d’azione “brain punk” ambientato in un futuro in cui l’umanità combatte contro gli “Other”, mostri grotteschi che divorano i cervelli umani. I giocatori possono scegliere tra due protagonisti, Yuito Sumeragi o Kasane Randall, soldati psionici d’élite del Other Suppression Force (OSF). Scopriranno cospirazioni, affronteranno minacce esistenziali e si distribuiranno in trame complesse e intrecciate.

Carino, no? No. E ora – man mano – vi spiego il perchè, ed è veramente un peccato.

La trama: cosa va e (soprattutto) cosa NON va:

I protagonisti, Yuito e Kasane, cadetti dell’OSF, seguendo il gioco (seguono la stessa struttura narrativa di “Parla con gente, Combat, Lutto, Putiferio”) scoprono che il loro potere delle “Red Strings” ha creato il Kunad Gate. Un’anomalia spazio-temporale che minaccia di distruggere il mondo. Mentre le fazioni di New Himuka e Seiran conducono esperimenti oscuri sugli umani e sugli Other, si scopre che l’unico modo per chiudere il varco è eliminare i grovigli temporali creati dai viaggi nel tempo. Il comandante Karen Travers emerge come il principale antagonista, intenzionato a riscrivere la storia per salvare la sua amata Alice dalla trasformazione in mostro. Dopo vari scontri e il sacrificio della madre di Yuito, Wakana, i protagonisti convincono Karen a collaborare. In un atto finale di redenzione, Karen usa i suoi poteri per distruggere la minaccia degli Estranei e salvare Alice, ma per farlo sceglie di cancellare la propria intera esistenza dalla linea temporale, sacrificandosi per il bene comune.

I due protagonisti, Yuito e Kasane, hanno la trama interlacciata l’un l’altra, che vorrebbe creare intenzionalmente della rigiocabilità. Ci riesce nonostante le debolezze strutturali come l’abuso dei Plot Twist e della parte narrativa del complotto governativo, che sembra quasi essere forzato giusto per far figo.

Quasi tutti i personaggi hanno una trama anche profonda collegata l’un l’altro da eventi passati, presenti e futuri (ma viene contestualizzata male) e ogni tanto risultano i frasi e comportamenti goffi, freddi, strambi e alcuni che sono chiare violazioni della privacy e andrebbero segnalate alle Human Resources sul posto di lavoro.

Il Gameplay: e qua il gioco brilla, e di brutto:

Scarlet Nexus non segue una struttura tattica a turni, ma bensi’ va sul tamarro: Scarlet Nexus è un Hack n’ Slash estremamente veloce, liscio, pulito e veramente ma veramente divertente. E la difficoltà non è neanche alta, ogni colpo ha il suo impatto e peso e le combo, pur non essendo molte, hanno la loro tecnicità estremamente apprezzabile. Possono essere avanzate e rese complete tramite la Brain Map, uno Skill Tree relativamente ampio, che può darti boost di HP, attacco e nuove combo/estensioni.

Come accennavo prima, Scarlet Nexus prende ispirazioni da altri JRPG, insomma Bamco ha fatto CTRL+C/CTRL+V di meccaniche altrui, cambiato i nomi e bon, fatto. Infatti tornano i Social Link di Persona! Non ce la faccio piu’!

Però si chiamano Bonding Episodes e sono delle missioni in cui aumenti il tuo Bond con gli altri personaggi e con l’aumento di esso cresce anche l’affinità in combat con quello specifico personaggio, bello, ma vedendo quanto poco mi è durato il gioco, non so quanto effettivamente servano.

Le due campagne invece sono estremamente intrattenenti: Kasane usa delle armi simili a dei Kunai comandati tramite la sua Psychokinesis, mentre Yuito è il solito main con spada, ma anche lui possiede la Psychokinesis, il che rende tutto molto tamarro.

Ma perchè mi fa così tanto pena?

Semplice, il comparto videoludico sia nipponico che mondiale, parlando delle big software house odierne, è un cliché senza vero impegno o passione, si segue ciò che vende e non ciò che piace. Il che porta sempre a grandissime vendite, ma al costo di perdere la fanbase principale ed averne una casuale.

Scarlet Nexus aveva la possibilità di essere il gioco piu’ bello del suo anno, aveva la possibilità di essere un JRPG da 100+ ore che mischiava le meccaniche di Persona, Kingdom Hearts, Devil May Cry e con l’estetica di dotHack. E poteva avere una trama che addirittura superasse i giochi già citati, ma no, hanno riempito di fanservice e scritto la trama in fretta, e ciò che ne rimane è un gameplay perfetto con una trama penosa, che richiede addirittura un subreddit intero per spiegarla bene.

Scarlet Nexus: il voto: 6/10

Scarlet Nexus riesce ad essere mediocre pur essendo pieno di idee veramente ma veramente belle, ha un gameplay eccezionale, una OST fenomenale, a tal punto che stavo fermo mezz’ora solo per godermela (menzione d’onore per l’uso ottimo di Stylus RMX della Spectrasonics per la OST). Però non capite, o miei cari lettori, quanto mi dispiaccia dargli un voto negativo, visto soprattutto quanto l’inizio gioco ti spinga a continuarlo, infatti, appena finii entrambe le campagne (40 ore in totale, 20 per campagna) lo disinstallai per sostituirlo con qualcosa di meglio, ovvero tutti e 3 i Final Fantasy XIII.

Mi spiace Bandai Namco, ma deludi di nuovo, almeno ho ancora un po’ di speranza di per dotHack//Z.E.R.O.

Author

  • Natalino Iacobellis, per gli amici Rie, Iacuss o Dee:
    Fan dei giochi di ruolo giapponesi che mi rovinano la vita sociale, chitarrista e vocalist metalcore/alt rock con la grazia di un tosaerba. Socialista democratico non richiesto, controverso e forse un po' troppo cinico e scrittore fallito in via definitiva. Navigo tra argomenti che nessuno ha mai veramente chiesto e idee troppo grosse per il mio unico neurone, che chiede pietà da 17 lunghi anni.

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